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Tracciamento blockchain: come funziona e perché è decisivo

28 agosto 2026 · di Gianluca Giammatteo

La blockchain è un registro pubblico e immutabile: le transazioni in criptovalute non sono anonime, ma pseudonime, e spesso possono essere tracciate. Scopri come funziona il tracciamento forense, quale valore ha in un procedimento penale italiano e cosa fare concretamente se sei vittima di una truffa.


Hai inviato criptovalute a una piattaforma che si è rivelata fraudolenta, oppure un tuo familiare ha perso i risparmi in una truffa online con Bitcoin o altre valute digitali. Ora stai cercando disperatamente informazioni e hai letto da qualche parte le parole «tracciamento blockchain». Ma cosa significa esattamente? Chi lo fa? E soprattutto: serve davvero a qualcosa sul piano legale?

Questo articolo spiega in modo chiaro — senza tecnicismi da sviluppatore e senza promesse irrealistiche — come funziona il tracciamento di una transazione in criptovalute, perché è uno strumento fondamentale nelle indagini penali per truffa, e cosa puoi fare concretamente fin da subito per non pregiudicare le possibilità di un'azione legale.

1La blockchain come registro pubblico: pseudonimato non è anonimato

Il primo equivoco da sfatare riguarda la natura della blockchain. Molte persone credono che le transazioni in criptovalute siano completamente anonime e quindi irrintracciabili. Non è così.

La blockchain è un registro distribuito, pubblico e immutabile: ogni transazione effettuata — ad esempio ogni spostamento di Bitcoin da un indirizzo a un altro — viene incisa in modo permanente in questo registro e può essere consultata da chiunque attraverso strumenti chiamati block explorer. Nessuno può cancellare o modificare una transazione già registrata.

Ciò che la blockchain non rivela direttamente è l'identità anagrafica del titolare di un indirizzo: in questo senso si parla di pseudonimato, non di anonimato. L'indirizzo wallet è una stringa alfanumerica (ad esempio una sequenza di caratteri che inizia con «1», «3» o «bc1» nel caso di Bitcoin) che non porta scritto il nome del suo proprietario. Tuttavia, collegare quell'indirizzo a una persona reale è spesso possibile attraverso tecniche di analisi forense e, soprattutto, attraverso la cooperazione con gli exchange che hanno effettuato procedure di identificazione del cliente (Know Your Customer, KYC).

2Come si traccia concretamente una transazione

Il tracciamento si articola in più fasi, che richiedono competenze tecniche specifiche e — quando destinato a un procedimento giudiziario — strumenti forensi certificati.

2.1 Block explorer: il punto di partenza

Il primo strumento è il block explorer, un sito web che consente di consultare la blockchain pubblica inserendo un indirizzo wallet o l'hash di una transazione (un codice identificativo univoco, una sorta di «numero di ricevuta» della singola operazione). Da qui si può seguire il flusso dei fondi: da quale indirizzo sono partiti, verso quale sono arrivati, quante volte sono stati ri-spostati e in quale momento.

2.2 Clustering di indirizzi e analisi euristica

Un soggetto può utilizzare centinaia o migliaia di indirizzi diversi per tentare di offuscare i propri movimenti. Qui entrano in gioco tecniche più avanzate:

  • Clustering di indirizzi: algoritmi che raggruppano indirizzi diversi quando ci sono elementi che fanno presumere appartengano alla stessa entità (ad esempio, perché vengono usati insieme come input in una stessa transazione Bitcoin).
  • Analisi euristica UTXO (per Bitcoin): nel protocollo Bitcoin, le transazioni consumano «output non spesi» (Unspent Transaction Output). L'analisi di come questi output vengono combinati permette spesso di ricostruire che più indirizzi fanno capo al medesimo soggetto.
  • Analisi dei contratti smart (per Ethereum e token ERC-20): su reti come Ethereum, i contratti smart sono codice pubblico che esegue operazioni automatiche. L'analisi delle interazioni con un contratto — e delle sue funzioni — consente di tracciare movimenti anche complessi, come quelli tipici delle truffe su piattaforme DeFi fasulle.

2.3 Software forensi professionali

Esistono piattaforme specializzate nel tracciamento forense di criptovalute — tra le più note a livello internazionale vi sono Chainalysis, Elliptic e Crystal Blockchain — che forniscono analisi di rischio degli indirizzi e visualizzazioni grafiche dei flussi di fondi. 

L'utilizzo di questi strumenti da parte di un privato cittadino produce un'analisi tecnica che può essere utile come punto di partenza, ma che, di per sé, non ha valore probatorio nel processo penale italiano.

!ATTENZIONE Un'analisi blockchain effettuata autonomamente o commissionata a un'azienda privata senza il coordinamento di un avvocato e senza un incarico formale dell'Autorità Giudiziaria non costituisce prova utilizzabile nel processo penale. Rischia inoltre di compromettere la catena di custodia dei dati, rendendo più difficile l'acquisizione in sede giudiziaria.

3Il valore giuridico del tracciamento: dalla tecnica alla prova

La differenza cruciale è tra un'analisi tecnica «privata» e una perizia o consulenza tecnica utilizzabile in sede penale.

Nel sistema processuale penale italiano, le prove digitali relative a transazioni su blockchain possono entrare nel processo attraverso diversi canali:

  • La Polizia Postale e delle Comunicazioni, che dispone di nuclei specializzati nelle indagini su crimini informatici e frodi digitali, può effettuare o commissionare analisi forensi su incarico del Pubblico Ministero.
  • Il PM può nominare un consulente tecnico del pubblico ministero o disporre una perizia in incidente probatorio, con tutte le garanzie del contraddittorio.
  • La parte offesa (la vittima) può nominare un proprio consulente tecnico di parte, il cui elaborato viene depositato nel procedimento e può essere confrontato con quello della parte pubblica.

È in questa fase che il tracciamento forense diventa giuridicamente rilevante: non come prova autonoma, ma come elemento tecnico che il giudice valuta insieme agli altri elementi del fascicolo. Il tracciamento può permettere di identificare gli exchange presso cui i fondi sono stati depositati, consentendo al PM di emettere decreti di sequestro o di richiedere la trasmissione dei dati identificativi degli utenti titolari di quegli indirizzi.

4Il Regolamento e-evidence (Reg. UE 2023/1543) e l'acquisizione dei dati dagli exchange

Uno dei nodi più critici nelle indagini su truffe in criptovalute con elementi transfrontalieri è l'acquisizione di dati da exchange o piattaforme con sede in altri Stati dell'Unione Europea. I tradizionali meccanismi di assistenza giudiziaria internazionale (rogatorie) sono spesso lenti e complessi.

Il Regolamento (UE) 2023/1543 del Parlamento Europeo e del Consiglio, relativo agli ordini europei di produzione e di conservazione di prove elettroniche in materia penale (e-evidence), introduce strumenti che consentono alle autorità giudiziarie di uno Stato membro di richiedere direttamente ai fornitori di servizi stabiliti in un altro Stato membro la produzione o la conservazione di dati elettronici rilevanti per un procedimento penale.

Questo meccanismo — se applicato a exchange regolamentati e soggetti alla normativa europea — può accelerare significativamente l'acquisizione dei dati di identificazione degli utenti, dei log delle transazioni e dei saldi dei wallet associati a indirizzi tracciati. 

AGGIORNAMENTO NORMATIVO Il Regolamento (UE) 2023/1543 sull'e-evidence è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea. La sua piena applicabilità è prevista a partire dal 18 agosto 2026, salvo modifiche successive o atti delegati ancora in corso di adozione. Si consiglia di verificare lo stato aggiornato prima di fare affidamento su questo strumento in un procedimento in corso.

5Cosa fare immediatamente se sei vittima di una truffa in criptovalute

COSA FARE SUBITO
  • Conserva tutto: screenshot delle comunicazioni (chat, e-mail, messaggi social), screenshot dei movimenti sulla piattaforma, indirizzi wallet mittente e destinatario, hash delle transazioni, eventuali contratti o documenti ricevuti dalla piattaforma.
  • Non spostare i fondi residui: se hai ancora criptovalute in un wallet collegato alla truffa, non effettuare altri movimenti. Ogni transazione successiva potrebbe complicare il tracciamento o addirittura essere interpretata in modo sfavorevole.
  • Non affidarti a presunti "recovery service": esistono truffe secondarie che prendono di mira chi ha già subito una truffa, promettendo il recupero fondi in cambio di ulteriori pagamenti anticipati.
  • Rivolgiti a un avvocato prima di agire: un legale esperto in materia potrà valutare la fattibilità di una denuncia, coordinare l'attività del consulente tecnico di parte e indirizzarti verso le autorità competenti.
  • Sporgi denuncia-querela: rivolgiti alla Polizia Postale o alla Procura della Repubblica competente. La tempestività è essenziale per consentire eventuali misure cautelari sui fondi ancora tracciabili.

6Confronto: analisi tecnica privata vs. perizia forense in sede penale

Analisi blockchain privata e perizia forense a confronto
Caratteristica Analisi tecnica privata Perizia / Consulenza tecnica in sede penale
Committente Vittima o suo legale Pubblico Ministero / Giudice / Parte con CT di parte
Valore probatorio Nullo di per sé; utilizzabile solo come base per la denuncia Pieno, se acquisita nel rispetto delle norme processuali
Catena di custodia Non garantita Garantita da protocolli forensi certificati
Contraddittorio Assente Previsto dalla legge (artt. 220 ss. c.p.p.)
Possibilità di richiedere dati agli exchange Solo per via informale / volontaria Tramite decreto del PM, rogatoria o strumenti e-evidence
Utilizzo ai fini del sequestro Indiretto (può supportare la denuncia) Diretto (può fondare la richiesta di sequestro preventivo)

7I limiti del tracciamento: quando diventa più difficile

Il tracciamento blockchain non è uno strumento onnipotente. Esistono tecniche che i truffatori utilizzano per rendere più difficile — talvolta, in certi contesti, estremamente difficile — seguire il flusso dei fondi. Tra queste: i mixer e tumbler (servizi che mescolano criptovalute di utenti diversi per spezzare la catena di tracciamento), il chain-hopping (conversione rapida da una criptovaluta a un'altra su blockchain diverse) e l'utilizzo di privacy coin come Monero, progettate strutturalmente per rendere le transazioni opache.

Questi aspetti sono approfonditi in altri articoli presenti su questo sito. Qui è sufficiente ricordare che la presenza di queste tecniche non rende automaticamente vana l'azione legale, ma richiede competenze forensi ancora più avanzate e tempi di indagine più lunghi. La tempestività della denuncia rimane il fattore più rilevante per limitare i danni.

8Domande frequenti

È possibile tracciare Bitcoin inviati su un exchange estero?

Sì, il tracciamento sulla blockchain è indipendente dalla localizzazione geografica dell'exchange: la blockchain è pubblica e globale, e i movimenti verso un indirizzo associato a un exchange estero sono visibili. Il passaggio successivo — ottenere i dati identificativi dell'utente titolare di quell'indirizzo — richiede la cooperazione dell'exchange, che può avvenire su base volontaria (rara), tramite rogatoria internazionale, o in futuro tramite gli strumenti previsti dal Regolamento (UE) 2023/1543 per gli exchange stabiliti in Europa. Per exchange extra-europei la questione dipende dagli accordi di cooperazione giudiziaria con il paese in cui ha sede l'operatore.

Il tracciamento garantisce il recupero dei fondi?

No. Il tracciamento è uno strumento tecnico-investigativo che consente di identificare dove si trovano i fondi e — potenzialmente — chi li detiene. Perché si arrivi a un recupero effettivo sono necessari ulteriori passaggi giuridici (sequestro, confisca, esecuzione della sentenza) che dipendono da variabili molteplici: la localizzazione dei fondi, la collaborazione delle autorità straniere, la solvibilità del soggetto responsabile e l'esito del procedimento penale. Nessun professionista onesto può garantire in anticipo il recupero di fondi persi in una truffa.

Quanto tempo ci vuole per tracciare una transazione?

Il tracciamento tecnico sulla blockchain pubblica può richiedere ore o giorni, a seconda della complessità del percorso dei fondi. Le fasi successive — acquisizione dei dati dagli exchange, avvio del procedimento penale, eventuali rogatorie internazionali — possono richiedere settimane, mesi o talvolta anni. Per questo motivo la tempestività nella denuncia è fondamentale: quanto prima si avvia il procedimento, tanto maggiore è la probabilità che i fondi non siano stati ulteriormente dispersi o convertiti.

Posso fare il tracciamento da solo usando un block explorer?

Puoi consultare liberamente un block explorer per verificare i movimenti di un indirizzo o visualizzare la tua transazione. Questa attività è utile per raccogliere informazioni preliminari da fornire all'avvocato e alle autorità. Tuttavia, un'analisi forense completa — con valore probatorio in giudizio e con la catena di custodia dei dati correttamente preservata — richiede strumenti professionali e competenze specialistiche. Fai attenzione a non spostare fondi o interagire con wallet coinvolti: ogni operazione lascia tracce sulla blockchain e potrebbe complicare le indagini.

La Polizia Postale può aiutarmi anche se la truffa riguarda importi piccoli?

La Polizia Postale è competente per i reati informatici indipendentemente dall'importo sottratto, e la denuncia va presentata in ogni caso: oltre al proprio interesse, si contribuisce a costruire un quadro investigativo su organizzazioni che colpiscono molte vittime. La priorità delle risorse investigative è tuttavia una realtà che può influire sui tempi. Un avvocato può valutare se esistano strumenti processuali ulteriori per sollecitare l'attenzione dell'autorità inquirente, soprattutto in presenza di più vittime collegate.

Cosa sono gli hash delle transazioni e come li trovo?

L'hash di una transazione (detto anche transaction ID o TXID) è un codice identificativo univoco — una lunga stringa alfanumerica — che identifica ogni singola operazione registrata sulla blockchain. Lo trovi solitamente nella cronologia delle transazioni del wallet che hai utilizzato per inviare i fondi, oppure nella ricevuta o conferma che la piattaforma ti ha inviato. Conserva questo codice con cura: è il punto di partenza di qualsiasi analisi forense.

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