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Diritto Penale · Mondo Crypto

Truffa crypto «Hashburst»: sequestri anche a Pavia

15 ottobre 2026 · di Gianluca Giammatteo

Operazione della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Trento sul sistema «Hashburst»: misure cautelari in nove province, tra cui Pavia, e in Belgio, sequestro di oltre 877mila euro. Gli strumenti delle Procure e i diritti delle vittime.

Nella mattinata di martedì 13 ottobre 2026 la Guardia di Finanza ha eseguito misure cautelari, perquisizioni e acquisizioni documentali in nove province italiane, tra cui Pavia, e in Belgio, nell'ambito di un'indagine coordinata dalla Procura distrettuale di Trento sul presunto sistema fraudolento denominato «Hashburst». Il giudice per le indagini preliminari di Trento ha disposto misure cautelari nei confronti di cinque persone e un sequestro preventivo, anche per equivalente, di oltre 877mila euro nei confronti di due indagati. La vicenda conferma una tendenza ormai evidente: gli schemi di investimento fraudolento legati alle criptovalute si moltiplicano e cambiano veste, ma gli strumenti investigativi a disposizione delle Procure sono oggi in grado di seguire il denaro anche oltre confine.

⚠PRESUNZIONE DI INNOCENZA

I fatti di seguito riportati sono tratti dalle notizie di stampa diffuse sulla base del comunicato autorizzato dalla Procura della Repubblica di Trento. Si tratta di ipotesi investigative: la responsabilità degli indagati dovrà essere accertata nel processo e la colpevolezza potrà ritenersi definitivamente stabilita soltanto con una sentenza irrevocabile di condanna (art. 27, secondo comma, Cost.).

1Il presunto schema «Hashburst»

Secondo la ricostruzione degli investigatori del G.I.C.O. del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Trento, che hanno avviato l'indagine nell'aprile 2024, agli investitori venivano proposti dispositivi elettronici presentati come innovativi, a basso impatto ambientale e basati sull'intelligenza artificiale, destinati al mining di Bitcoin, Ethereum, Dogecoin e Litecoin. Il prezzo di ciascun dispositivo oscillava tra 4mila e 30mila euro, a fronte della promessa di rendimenti stimati tra 0,8 e un Bitcoin. A ulteriore garanzia sarebbero state consegnate lettere di patronage prive di valore, emesse da una società estera.

L'iniziativa sarebbe stata promossa attraverso i social network, convegni in alberghi del Trentino e la rete di contatti di un consulente finanziario locale. Gli accertamenti hanno invece evidenziato che i dispositivi sarebbero stati semplici personal computer assemblati, privi della potenza di calcolo necessaria, e che le applicazioni e i siti forniti ai clienti avrebbero mostrato guadagni inesistenti. Alle richieste di spiegazioni gli indagati avrebbero risposto con accrediti di poche decine di euro, presentati come ricompense, e con giustificazioni riferite a problemi tecnici o a mutamenti della compagine societaria.

I ricavi sarebbero stati fatturati tramite due società di diritto inglese riconducibili agli indagati e incassati su conti esteri, prevalentemente presso istituti bancari con sede in Belgio. Il danno documentato dalle querele raccolte ammonta a circa 877mila euro, ma per il solo Trentino-Alto Adige gli investigatori stimano un danno potenziale di circa 5 milioni di euro, e non escludono che lo schema sia stato replicato in altre regioni.

L'operazione in sintesi (fonte: notizie di stampa del 14 ottobre 2026)
VoceDato riportato
Autorità procedenteProcura distrettuale di Trento; misure disposte dal G.I.P. di Trento
Polizia giudiziariaG.I.C.O. del Nucleo PEF della Guardia di Finanza di Trento, con il supporto dello S.C.I.C.O. e del Nucleo speciale repressione frodi tecnologiche
Cooperazione internazionaleEurojust; attività eseguite anche in Belgio
TerritoriCremona, Lecco, Mantova, Milano, Monza Brianza, Pavia, Trento, Treviso, Vicenza; Belgio
MisureMisure cautelari nei confronti di cinque persone; sequestro preventivo, anche per equivalente, di oltre 877mila euro nei confronti di due persone
DannoCirca 877mila euro documentati dalle querele; danno potenziale stimato in circa 5 milioni di euro per il solo Trentino-Alto Adige

2Da Swag a Hashburst: schemi diversi, stessa logica

La vicenda trentina, con le sue ramificazioni lombarde e venete, si aggiunge ad altre iniziative che negli ultimi anni hanno raccolto risparmio promettendo rendimenti elevati e costanti nel settore delle cripto-attività. Lo Studio assiste numerose persone offese nella vicenda SWAG International S.r.l., oggi in liquidazione giudiziale dinanzi al Tribunale di Roma, nell'interesse delle quali è stata presentata querela alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

I due casi differiscono nel prodotto offerto, ma presentano tratti ricorrenti che chi investe dovrebbe imparare a riconoscere: la promessa di guadagni elevati e svincolati dall'andamento del mercato, il richiamo a tecnologie presentate come rivoluzionarie, la promozione attraverso incontri in presenza e passaparola di fiducia, cruscotti digitali che mostrano profitti non verificabili, piccoli pagamenti iniziali utili a rassicurare e a trattenere l'investitore, e infine il trasferimento dei fondi verso società e conti esteri.

!ATTENZIONE

Un saldo visualizzato su un'applicazione o su un sito non dimostra che il denaro esista. Se i rendimenti promessi non vengono pagati, o vengono pagati solo in minima parte con giustificazioni tecniche, non effettuate ulteriori versamenti e conservate tutta la documentazione. Diffidate inoltre di chi promette il «recupero» delle somme in cambio di un anticipo senza passare per l'autorità giudiziaria.

3Gli strumenti delle Procure: seguire il denaro oltre confine

Il punto di forza di questi schemi è sempre stato la dispersione transnazionale dei flussi: società estere, conti in altri Stati, server e piattaforme fuori dall'Italia. È proprio su questo terreno che la cooperazione giudiziaria si è fatta più incisiva. Nel caso Hashburst l'operazione si è estesa al Belgio con il supporto di Eurojust, l'Agenzia dell'Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale disciplinata dal Regolamento (UE) 2018/1727.

Tra gli strumenti oggi disponibili assume rilievo l'ordine europeo di indagine penale (Direttiva 2014/41/UE, attuata in Italia con il D.Lgs. 21 giugno 2017, n. 108), che consente di chiedere a un altro Stato membro l'acquisizione di prove, comprese quelle bancarie. A questo si è aggiunto il pacchetto e-evidence: il Regolamento (UE) 2023/1543, applicabile dal 18 agosto 2026, permette all'autorità giudiziaria di rivolgersi direttamente ai fornitori di servizi che operano nell'Unione per ottenere la produzione o la conservazione di prove elettroniche (dati relativi agli abbonati, al traffico, ai contenuti), mentre la Direttiva (UE) 2023/1544 impone a tali fornitori di designare un rappresentante legale cui indirizzare gli ordini.

A questi strumenti normativi si affiancano le tecniche di analisi della blockchain, che consentono di ricostruire i passaggi delle cripto-attività fino agli exchange regolamentati, e l'attività dei reparti specializzati della Guardia di Finanza e della Polizia Postale. L'esperienza dimostra che l'individuazione dei responsabili e l'aggressione dei patrimoni, come avvenuto con il sequestro disposto a Trento, non sono più obiettivi irrealistici.

⚠DA SAPERE

Le notizie disponibili non indicano quali specifici strumenti di cooperazione siano stati utilizzati nell'indagine trentina, né le fattispecie di reato contestate. Il richiamo all'ordine europeo di indagine e al pacchetto e-evidence descrive il quadro degli strumenti oggi a disposizione delle Procure, non le modalità di questa specifica indagine. Il sequestro preventivo, inoltre, è una misura cautelare: non equivale alla restituzione delle somme, che presuppone l'esito del procedimento.

4Dal sequestro al processo: perché le vittime devono costituirsi parte civile

Il «vaso di Pandora» aperto dall'indagine trentina, che ha toccato anche la provincia di Pavia, potrà sfociare in un processo penale. In quella sede le persone offese non sono semplici spettatrici. Per ottenere in sede penale la restituzione delle somme e il risarcimento del danno occorre esercitare l'azione civile nel processo, mediante costituzione di parte civile (artt. 74 e seguenti c.p.p.), che va effettuata nei termini previsti dall'art. 79 c.p.p., e dunque nell'udienza preliminare prima che siano ultimati gli accertamenti relativi alla costituzione delle parti o, in mancanza dell'udienza preliminare, entro gli adempimenti di apertura del dibattimento.

La costituzione consente di chiedere al giudice, con la sentenza di condanna, la liquidazione del danno o la condanna generica con assegnazione di una provvisionale immediatamente esecutiva (art. 539 c.p.p.), nonché di richiedere il sequestro conservativo dei beni dell'imputato e del responsabile civile a garanzia delle obbligazioni civili (art. 316 c.p.p.). Già nella fase delle indagini, la persona offesa può esercitare i diritti e le facoltà riconosciuti dall'art. 90 c.p.p., presentare memorie e indicare elementi di prova, e chiedere di essere avvisata dell'eventuale richiesta di archiviazione (art. 408, secondo comma, c.p.p.).

Va considerato, infine, che la truffa è di regola procedibile a querela della persona offesa (art. 640, terzo comma, c.p.), da proporre entro tre mesi dalla notizia del fatto che costituisce reato (art. 124 c.p.): chi ha investito e non ha ancora presentato querela deve valutarlo con tempestività.

Persona offesa e parte civile a confronto
AspettoCostituita parte civileNon costituita
Domanda risarcitoriaIl giudice penale decide anche sulle restituzioni e sul risarcimentoIl giudice penale non si pronuncia sul danno della vittima
ProvvisionalePuò essere richiesta ai sensi dell'art. 539 c.p.p.Non può essere richiesta
Sequestro conservativoPuò essere richiesto ai sensi dell'art. 316 c.p.p.Non può essere richiesto dalla vittima
Ruolo nel dibattimentoParte processuale: prove, esame dei testimoni, conclusioniRuolo limitato alle facoltà della persona offesa
Alternativa—Autonoma causa civile, con tempi e oneri propri
✓IN PRATICA

Chi ritiene di aver investito nello schema Hashburst o in iniziative analoghe dovrebbe raccogliere da subito tutta la documentazione e rivolgersi a un avvocato per valutare la querela e la successiva costituzione di parte civile.

  • Contratti, proposte commerciali, lettere di patronage e brochure ricevute.
  • Ricevute dei bonifici, estratti conto e coordinate dei conti esteri di destinazione.
  • Fatture emesse dalle società coinvolte.
  • Schermate dell'applicazione o del sito con i saldi visualizzati, con data e ora.
  • Chat, e-mail e messaggi scambiati con promotori e consulenti, senza cancellare nulla.
  • Accrediti ricevuti a titolo di «ricompensa» e indirizzi dei wallet eventualmente utilizzati.

5Domande frequenti

Il sequestro di 877mila euro significa che le vittime saranno rimborsate?

No, non automaticamente. Il sequestro preventivo è una misura cautelare che impedisce la dispersione dei beni in vista della possibile confisca. La destinazione delle somme alle vittime dipende dall'esito del procedimento e dall'esercizio dell'azione civile, che richiede la costituzione di parte civile.

Ho investito ma abito a Pavia: quale Procura è competente?

L'indagine riportata dalla stampa è coordinata dalla Procura distrettuale di Trento; la provincia di Pavia è uno dei territori in cui sono state eseguite le attività. La competenza territoriale per eventuali ulteriori fatti va verificata caso per caso, ma una querela può comunque essere presentata anche presso la Procura del luogo di residenza, che provvederà alle trasmissioni necessarie.

Entro quando bisogna presentare querela?

Per i reati procedibili a querela il termine è di tre mesi dal giorno in cui la persona offesa ha avuto notizia del fatto che costituisce reato (art. 124 c.p.). Il momento di decorrenza va valutato con attenzione sulla base delle circostanze concrete.

Quando ci si costituisce parte civile?

La costituzione avviene nel processo, secondo i termini dell'art. 79 c.p.p.: nell'udienza preliminare, prima che siano ultimati gli accertamenti relativi alla costituzione delle parti, oppure, se l'udienza preliminare manca, entro gli adempimenti iniziali del dibattimento. Oltre quei termini la costituzione non è più possibile in quel giudizio.

Cos'è l'e-evidence e perché è importante per le vittime?

È il pacchetto europeo composto dal Regolamento (UE) 2023/1543 e dalla Direttiva (UE) 2023/1544, che consente all'autorità giudiziaria di ottenere direttamente dai fornitori di servizi operanti nell'Unione la produzione o la conservazione di prove elettroniche. Rende più rapida l'identificazione di chi si nasconde dietro account, siti e piattaforme utilizzati per le frodi.

Ci si può fidare di chi promette di recuperare i fondi senza denuncia?

No. Il recupero delle somme passa per l'autorità giudiziaria: indagini, sequestri, processo. Le offerte di recupero a pagamento anticipato, spesso provenienti da soggetti che si presentano come studi legali o società specializzate, costituiscono a loro volta un fenomeno fraudolento diffuso.

Lo Studio Legale Giammatteo seguirà gli sviluppi della vicenda Hashburst, come sta seguendo quella SWAG a Roma. Le persone offese che desiderano una valutazione della propria posizione, della querela e della costituzione di parte civile possono contattare lo Studio, che opera su tutto il territorio nazionale.

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