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Diritto Penale · Mondo Crypto

Falsi avvocati e truffe crypto: come riconoscerli e difendersi

6 novembre 2026 · di Gianluca Giammatteo

Truffatori si spacciano per avvocati e studi legali realmente esistenti, ne sfruttano nome e immagine e contattano le vittime di criptotruffe promettendo recuperi certi. Le cautele da adottare: prendere tempo, verificare l'albo, contattare il vero avvocato e denunciare.

Le truffe legate alle criptovalute hanno imboccato una strada nuova e particolarmente insidiosa. Non si limitano più a promettere guadagni facili attraverso piattaforme di investimento inesistenti: oggi i truffatori si presentano come avvocati o studi legali realmente esistenti, ne utilizzano il nome, la fotografia, il logo e talvolta i contenuti pubblicati sul web, e contattano persone che hanno già subito una perdita offrendo di recuperare il denaro. Si tratta di una seconda truffa costruita sopra la prima, che colpisce la vittima proprio nel momento in cui cerca aiuto.

Il fenomeno è in crescita e merita la massima attenzione, perché sfrutta la fiducia che le persone ripongono nella figura dell'avvocato. Conoscerne i meccanismi è il primo strumento di difesa.

1Una nuova frontiera delle criptotruffe

Lo scenario tipico è il seguente. Una persona che ha perso denaro in un falso investimento in criptovalute riceve, spesso via WhatsApp o Telegram, un messaggio da un sedicente avvocato o da presunti collaboratori di uno studio legale. Il contatto avviene frequentemente attraverso numerazioni estere, ad esempio con prefisso +44 (Regno Unito), e l'interlocutore si presenta con il nome di un professionista realmente esistente, di cui riproduce fotografia, logo e riferimenti reperiti in rete.

Il falso avvocato dichiara di essere in grado di recuperare il denaro perso, prospetta esiti certi e tempi rapidi e, dopo aver guadagnato la fiducia della vittima, chiede somme di denaro a vario titolo. Il professionista il cui nome viene usurpato, nella generalità dei casi, è del tutto estraneo alla vicenda e ne viene a conoscenza soltanto quando qualcuno lo contatta per chiedere conferma.

!ATTENZIONE

Se siete stati contattati da qualcuno che si presenta come avvocato o come studio legale attraverso numeri, profili o indirizzi diversi da quelli pubblicati sul sito ufficiale del professionista o presso il suo Ordine, interrompete la conversazione, non effettuate alcun pagamento, non fornite dati personali o bancari e non installate applicazioni su indicazione dell'interlocutore.

2Come funziona la truffa del «falso avvocato»

Lo schema, noto anche come recovery scam, sfrutta un dato psicologico preciso: chi ha perso dei risparmi è disposto a tutto pur di recuperarli e tende a fidarsi di chi si presenta con un'autorità professionale. I truffatori individuano le vittime spesso grazie agli stessi canali utilizzati nella prima truffa, oppure attraverso commenti, recensioni e richieste di aiuto pubblicate in rete, e le contattano spontaneamente.

Per rendersi credibili utilizzano il nome di avvocati e studi realmente esistenti, ne copiano fotografie e testi dai siti internet e dai profili professionali, creano indirizzi di posta elettronica che imitano quelli autentici, numeri di telefono esteri, profili social e, nei casi più strutturati, vere e proprie pagine web con grafica simile a quella dell'originale. Non di rado esibiscono documenti apparentemente ufficiali: falsi mandati, falsi provvedimenti, presunti verbali di autorità di polizia o di organismi internazionali.

Il passaggio successivo è sempre la richiesta di denaro, presentata come anticipo per le spese legali, commissione di sblocco, imposta da versare per ottenere la restituzione, costo di una presunta perizia sulla blockchain. A volte viene chiesto di installare programmi di accesso remoto al computer o allo smartphone, con il rischio di ulteriori sottrazioni dai conti della vittima. Il denaro così versato è, nella generalità dei casi, definitivamente perduto.

3Come si comporta un vero avvocato

Esistono alcuni segnali che consentono di distinguere un professionista reale da un impostore. Il primo riguarda chi prende l'iniziativa del contatto. Il Codice deontologico forense, all'art. 37, comma 5, vieta all'avvocato di offrire, senza esserne richiesto, una prestazione personalizzata, cioè rivolta a una persona determinata per uno specifico affare. Un avvocato, dunque, non vi telefona né vi scrive di propria iniziativa per proporvi di recuperare il denaro che avete perso: è la persona interessata che, se lo ritiene, si rivolge al professionista.

⚠DA SAPERE

Il divieto riguarda l'offerta spontanea dei propri servizi. Un avvocato può legittimamente contattarvi se siete già suoi clienti, oppure se scrive per conto di un altro soggetto, ad esempio come legale di una controparte che vi invia una diffida. In nessuno di questi casi, però, vi proporrà di diventare suo cliente per recuperare somme perse in investimenti online.

Il secondo segnale riguarda le promesse. L'avvocato si impegna a svolgere la propria attività con diligenza, ma non può garantire il risultato, che dipende da fattori estranei alla sua volontà: nel caso delle criptotruffe, ad esempio, dall'esito delle indagini, dalla tracciabilità dei fondi e dalla possibilità concreta di aggredirli. Chi promette un recupero certo, integrale e in tempi brevi non sta descrivendo la realtà.

Il terzo segnale riguarda il tono. Un professionista serio non è aggressivo, arrogante o sprezzante, non vi mette fretta, non vi rimprovera se chiedete tempo o verifiche e non vi minaccia di conseguenze se non pagate subito. La correttezza nei rapporti è un dovere deontologico, che il Codice declina, tra l'altro, nei doveri di dignità e decoro (art. 9) e nel divieto di espressioni sconvenienti od offensive (art. 52). Insulti, pressioni e toni presuntuosi sono, invece, uno strumento tipico del truffatore, che punta a impedire alla vittima di riflettere.

Avvocato reale e falso avvocato a confronto
AspettoAvvocato realeFalso avvocato
Primo contattoÈ il cliente a rivolgersi al professionistaContatta spontaneamente la vittima, spesso su WhatsApp o Telegram
RecapitiVerificabili sul sito ufficiale e presso l'Ordine di appartenenzaNumeri esteri, indirizzi e pagine che imitano quelli autentici
PromesseNessuna garanzia di risultato; illustra rischi, tempi e costiRecupero certo, integrale e rapido
PagamentiIncarico conferito per iscritto, compensi documentatiAnticipi urgenti, «tasse di sblocco», pagamenti in criptovalute
TonoProfessionale, rispettoso, disponibile alle verifichePressante, arrogante, talvolta offensivo o minaccioso
StrumentiNon chiede di installare software sui vostri dispositiviChiede di installare applicazioni di accesso remoto

4Che cosa fare se si viene contattati

La prima regola è prendere tempo. Nessuna pratica seria di recupero richiede decisioni immediate, e la fretta è sempre un segnale d'allarme. Interrompete la conversazione e procedete con calma alle verifiche.

La seconda regola è verificare che il professionista esista e sia iscritto all'albo. Il Consiglio Nazionale Forense redige l'elenco nazionale degli avvocati (art. 35, comma 1, lett. e, e art. 15, comma 5, della legge 31 dicembre 2012, n. 247) e mette a disposizione sul proprio sito istituzionale, www.consiglionazionaleforense.it, una funzione di ricerca degli avvocati iscritti; la stessa verifica può essere compiuta sul sito del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati al quale il professionista dichiara di appartenere. Occorre tuttavia ricordare che i truffatori usano proprio i nomi di avvocati realmente iscritti: la verifica dell'iscrizione è necessaria, ma non sufficiente.

Per questo la terza regola è decisiva: contattate direttamente il vero avvocato, utilizzando recapiti che avete reperito autonomamente, sul sito ufficiale dello studio o presso l'Ordine, e mai quelli forniti dall'interlocutore. Chiedete se sia stato lui o il suo studio a contattarvi. Solo il professionista reale può darvi questa conferma.

Infine, denunciate i fatti. La segnalazione consente alle autorità di intervenire e tutela anche altre potenziali vittime, oltre al professionista il cui nome è stato usurpato.

  • ✓Non pagate nulla e non comunicate dati personali, bancari, credenziali o chiavi di wallet.
  • ✓Non installate applicazioni o programmi indicati dall'interlocutore.
  • ✓Verificate l'iscrizione dell'avvocato sul sito del CNF o dell'Ordine di appartenenza.
  • ✓Contattate il vero avvocato attraverso recapiti reperiti in autonomia.
  • ✓Conservate screenshot delle chat, numeri, indirizzi e-mail, link e documenti ricevuti.
  • ✓Presentate denuncia o querela alla Polizia Postale, ai Carabinieri o alla Procura della Repubblica.
✓IN PRATICA

Prima di presentare la denuncia non cancellate le conversazioni e non bloccate il numero finché non avete salvato tutto: le chat, i numeri di telefono, gli indirizzi dei wallet indicati per i pagamenti e gli eventuali documenti ricevuti sono elementi utili alle indagini. Se avete già effettuato pagamenti, informate subito la vostra banca o l'intermediario utilizzato.

5I possibili profili penali

La qualificazione giuridica delle condotte dipende sempre dalle circostanze del caso concreto ed è rimessa all'autorità giudiziaria. In linea generale, tuttavia, chi si attribuisce falsamente il nome e la qualità di un avvocato per indurre altri in errore può incorrere in diverse fattispecie previste dal codice penale.

Norme che possono venire in rilievo
CondottaNormaContenuto essenziale
Spacciarsi per un altroArt. 494 c.p.Sostituzione di persona: punisce chi, per procurare a sé o ad altri un vantaggio o per recare ad altri un danno, induce taluno in errore sostituendo la propria all'altrui persona o attribuendosi un falso nome o una qualità
Farsi consegnare denaro con l'ingannoArt. 640 c.p.Truffa: punisce chi, con artifizi o raggiri, inducendo taluno in errore, procura a sé o ad altri un ingiusto profitto con altrui danno
Intervenire sui sistemi della vittimaArt. 640-ter c.p.Frode informatica, ove l'agente alteri il funzionamento di un sistema informatico o intervenga senza diritto su dati o programmi, ad esempio dopo aver ottenuto l'accesso remoto ai dispositivi

È opportuno agire senza indugio. Per i reati procedibili a querela, il diritto di querela deve essere esercitato, di regola, entro tre mesi dal giorno della notizia del fatto che costituisce il reato (art. 124, primo comma, c.p.). Una denuncia tempestiva, corredata da elementi documentali, aumenta inoltre le possibilità che le indagini sui flussi di denaro e sulle utenze utilizzate producano risultati.

6Come riconoscere i recapiti autentici

I recapiti affidabili di un avvocato sono quelli pubblicati sul sito ufficiale dello studio e quelli risultanti dall'albo dell'Ordine di appartenenza; l'indirizzo PEC, in particolare, è un dato che l'avvocato è tenuto ad avere e che può essere verificato. In caso di dubbio su un messaggio, una telefonata o una pagina web che utilizzi il nome di un professionista, è sufficiente scrivere a tali recapiti per ottenere una verifica. Diffidate di profili e numeri che non trovano riscontro in queste fonti, anche quando riproducono fedelmente nomi, fotografie e loghi.

7Domande frequenti

Un avvocato può contattarmi per primo per propormi il recupero di somme perse?

No. L'art. 37, comma 5, del Codice deontologico forense vieta all'avvocato di offrire, senza esserne richiesto, una prestazione rivolta a una persona determinata per uno specifico affare. Un contatto spontaneo con cui un sedicente legale vi propone di recuperare il denaro perso deve essere considerato sospetto.

Come verifico se una persona è davvero un avvocato?

Potete consultare la funzione di ricerca degli avvocati sul sito del Consiglio Nazionale Forense o l'albo pubblicato dal Consiglio dell'Ordine di appartenenza. Poiché i truffatori usano nomi di avvocati realmente iscritti, dovete poi contattare il professionista attraverso recapiti trovati da voi e chiedergli conferma del contatto.

Il falso avvocato mi ha mostrato documenti con timbri e loghi: posso fidarmi?

No. Loghi, timbri, intestazioni e fotografie si riproducono facilmente. Documenti apparentemente ufficiali, presunti provvedimenti o verbali inviati via chat non dimostrano nulla sull'identità di chi li trasmette e vanno conservati come prova da allegare alla denuncia.

Ho già pagato un «anticipo»: che cosa devo fare?

Interrompete ogni ulteriore pagamento, avvisate immediatamente la banca o l'intermediario utilizzato, conservate tutta la documentazione e presentate denuncia o querela il prima possibile. Se avete installato programmi di accesso remoto, disinstallateli e modificate le credenziali di accesso ai vostri conti da un dispositivo sicuro.

Dove posso presentare denuncia?

Presso qualsiasi ufficio della Polizia di Stato, in particolare della Polizia Postale e delle Comunicazioni, presso una stazione dei Carabinieri oppure direttamente alla Procura della Repubblica. È utile presentarsi con una ricostruzione cronologica dei fatti e con tutte le prove raccolte.

È possibile recuperare le somme perse in una criptotruffa?

In alcuni casi sì, ma nessuno può garantirlo. L'esito dipende dalle indagini, dalla tracciabilità dei fondi sulla blockchain, dalla collaborazione degli exchange e degli intermediari e dalla possibilità di individuare i responsabili. Chi vi assicura un recupero certo vi sta fornendo un'informazione falsa.

Avete ricevuto un contatto sospetto a nome di un avvocato o di uno studio legale? Prima di qualsiasi decisione, verificate e chiedete conferma attraverso i recapiti ufficiali.

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