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Diritto Civile

Cripto-scam: l’unica strada per recuperare il denaro è rivolgersi all’Autorità Giudiziaria

6 giugno 2025

In Italia, chi è rimasto vittima di una truffa in criptovalute – i cosiddetti crypto scam – deve essere pienamente consapevole di una verità spesso ignorata o offuscata da false promesse: l’unico strumento legittimo…

In Italia, chi è rimasto vittima di una truffa in criptovalute – i cosiddetti crypto scam – deve essere pienamente consapevole di una verità spesso ignorata o offuscata da false promesse: l’unico strumento legittimo, serio e potenzialmente efficace per tentare un recupero è l’autorità giudiziaria italiana, tramite formale denuncia-querela.

Ogni altra proposta ricevuta dopo la truffa da parte di sedicenti società estere di “recupero fondi”, falsi esperti informatici, fantomatici avvocati con accesso privilegiato alla blockchain o hacker che promettono di sbloccare i wallet e rintracciare i fondi, è da ritenersi infondata, pericolosa e in alcuni casi addirittura parte integrante della truffa originaria.

Il fenomeno della doppia truffa

Negli ultimi anni, lo schema classico delle truffe in criptovalute ha subito un’evoluzione significativa. Dopo la prima fase, in cui l’utente viene raggirato e indotto a effettuare bonifici, ricariche o transazioni su piattaforme fittizie, segue una seconda fase – più subdola e talvolta ancora più dannosa – in cui la vittima viene avvicinata da soggetti che si propongono come "recuperatori" o "esperti di indagini sulla blockchain".

Questi soggetti, che contattano via email, telefono o anche tramite social network, promettono di recuperare integralmente il denaro perduto dietro pagamento di una parcella anticipata, di spese di “sblocco” o di “verifica legale”. Il risultato, ovviamente, è che il truffato finisce per perdere ulteriori somme di denaro, cadendo in una seconda frode, peggiore della prima.

È fondamentale comprendere che nessuna autorità pubblica seria e nessun canale istituzionale autorizza soggetti privati a proporre “servizi di recupero cripto” su scala individuale e con pagamento anticipato. Nemmeno la blockchain consente accessi privilegiati o retroattivi per “forzare” o “annullare” transazioni, poiché per sua natura è un sistema distribuito, cifrato e privo di autorità centrale di controllo.

Il solo percorso corretto: la denuncia all’Autorità Giudiziaria

Alla luce di quanto sopra, l’unico percorso giuridicamente valido e coerente con il nostro ordinamento è quello di:

In alcuni casi, il pubblico ministero può procedere anche ex officio, soprattutto se i fatti rientrano in ipotesi di truffa aggravata (art. 640 c.p.), associazione a delinquere (art. 416 c.p.), esercizio abusivo di attività finanziaria o riciclaggio (art. 648-bis c.p.).

Affidarsi a uno studio legale competente

Lo studio legale Gianluca Giammatteo si occupa da anni di assistenza legale per vittime di truffe in criptovalute, anche di rilievo internazionale. Trattiamo ogni caso con serietà, competenza tecnica e giuridica, affiancando la vittima in tutte le fasi:

Siamo perfettamente consapevoli delle strategie adottate dalle organizzazioni criminali che operano online, e siamo in grado di riconoscere e denunciare anche la seconda ondata di frodi mascherate da “recupero crediti cripto”.

L’appello alla razionalità: non fidatevi di chi promette miracoli

L'invito che rivolgiamo a tutte le vittime è uno solo: non fidatevi di chi vi promette miracoli. Nessun recupero è automatico. Nessun “esperto blockchain” può intervenire su wallet esteri per sbloccare fondi. Nessuna società estera può agire “per conto” dell'autorità giudiziaria italiana o europea.

La truffa si combatte solo con:

Ogni altra strada è una pericolosa illusione che può solo aggravare la posizione economica e psicologica della vittima.

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