
Truffe in criptovalute 2025: quasi 2,5 miliardi di dollari persi in sei mesi
25 Agosto 2025
Influencer marketing: le nuove regole AGCOM e cosa cambia dal 2025
27 Agosto 2025Introduzione: perché la cybersicurezza è oggi una questione giuridica prima che tecnica
Il tema della cybersicurezza per le aziende non è più confinato agli aspetti tecnici e informatici. Oggi rappresenta un vero e proprio obbligo di legge, la cui violazione può comportare responsabilità civili, amministrative e persino penali.
Molte imprese italiane ancora sottovalutano la questione, pensando che adottare sistemi di protezione informatica sia una “facoltà” legata al budget disponibile. In realtà, la normativa europea e nazionale ha reso la sicurezza cibernetica un adempimento obbligatorio per gran parte delle imprese, con sanzioni pesantissime in caso di mancato adeguamento.
La crescita esponenziale degli attacchi informatici, dei ransomware e delle frodi digitali ha spinto le istituzioni a imporre standard di sicurezza minimi. Non rispettarli significa non solo esporsi a danni economici e reputazionali, ma anche rischiare procedimenti sanzionatori e penali.
Il quadro normativo europeo: GDPR, NIS e NIS2
Il primo testo che ha imposto obblighi specifici alle aziende in materia di sicurezza informatica è il Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), in vigore dal 2018.
L’art. 32 stabilisce che titolari e responsabili del trattamento devono adottare misure tecniche e organizzative adeguate per garantire la sicurezza dei dati personali, tenendo conto dello stato dell’arte, dei costi di attuazione e della natura del trattamento.
Questo significa che ogni azienda, anche una PMI, è obbligata a valutare i rischi e a mettere in campo strumenti di protezione concreti. Non basta una policy scritta: servono firewall, sistemi di backup, controlli sugli accessi, formazione del personale e procedure di risposta agli incidenti.
Alle disposizioni del GDPR si è aggiunta la Direttiva (UE) 2016/1148 (NIS), recepita in Italia con il d.lgs. 65/2018, che ha introdotto l’obbligo per gli operatori di servizi essenziali (settori energia, trasporti, sanità, finanza, infrastrutture digitali) e per i fornitori di servizi digitali di garantire un adeguato livello di sicurezza delle reti e dei sistemi informativi.
Dal 2023, il panorama è cambiato ulteriormente con la Direttiva (UE) 2022/2555 (NIS2), che entro ottobre 2024 dovrà essere recepita da tutti gli Stati membri. NIS2 amplia notevolmente la platea dei soggetti obbligati: non più solo operatori critici, ma anche imprese di settori considerati importanti per l’economia (manifattura, alimentare, logistica, ICT, servizi postali, gestione rifiuti, settore chimico e farmaceutico).
Con NIS2, le aziende dovranno adottare piani di gestione del rischio, garantire la continuità operativa, predisporre sistemi di rilevazione e risposta agli incidenti, notificare eventuali attacchi entro 24 ore e sottoporsi a verifiche da parte delle autorità nazionali di controllo.
La normativa italiana: Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica
Accanto alle norme europee, l’Italia ha introdotto una disciplina autonoma con il d.l. 21 settembre 2019, n. 105, convertito con l. 18 novembre 2019, n. 133, che ha istituito il cosiddetto Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica.
Questa legge individua enti pubblici e soggetti privati che svolgono funzioni essenziali per lo Stato (settore difesa, energia, trasporti, telecomunicazioni, finanza) e li obbliga a:
-
Adottare specifiche misure di sicurezza informatica stabilite dal Governo;
-
Segnalare tempestivamente eventuali incidenti informatici;
-
Sottoporsi a verifiche e audit condotti dall’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN).
In questo caso, non si tratta di una semplice raccomandazione, ma di un vero obbligo giuridico, sanzionato con multe fino a 1,8 milioni di euro in caso di violazioni.
Le sanzioni previste in caso di mancato adeguamento
Le conseguenze per chi non si adegua sono estremamente pesanti:
-
GDPR: l’art. 83 prevede sanzioni fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato mondiale annuo. Queste sanzioni sono state già applicate a grandi multinazionali, ma valgono anche per PMI e studi professionali.
-
NIS/NIS2: le sanzioni arrivano fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato globale annuo per le imprese “essenziali”, e fino a 7 milioni di euro o l’1,4% del fatturato per le imprese “importanti”.
-
Perimetro di sicurezza nazionale cibernetica: sanzioni amministrative fino a 1,8 milioni di euro per chi non rispetta le misure di sicurezza e gli obblighi di notifica.
Oltre a queste, esiste anche una responsabilità penale: il Codice Penale, agli artt. 615-ter e ss., punisce l’accesso abusivo a sistemi informatici, la diffusione di codici di accesso e il danneggiamento di sistemi telematici. Se un’azienda non adotta misure adeguate e ciò facilita reati informatici, il management può essere chiamato a rispondere.
Adeguarsi significa proteggere l’impresa, i clienti e il brand
Non si tratta solo di rispettare la legge per evitare sanzioni: la cybersicurezza è oggi un elemento strategico per la competitività.
Un attacco informatico può bloccare la produzione, interrompere la catena logistica, causare perdite economiche enormi e compromettere la fiducia dei clienti. Un’azienda che non protegge i dati dei suoi utenti non solo rischia multe, ma subisce un danno reputazionale spesso irreversibile.
Adeguarsi significa adottare un approccio proattivo: valutazione del rischio, misure tecniche aggiornate, formazione costante del personale, procedure di risposta e recovery.
Conclusioni e call to action
L’adeguamento in materia di cybersicurezza non è un’opzione, ma un dovere giuridico sancito da GDPR, NIS2, dal Perimetro nazionale e da norme penali. Le aziende che ignorano questi obblighi si espongono a sanzioni milionarie, a responsabilità dirette degli amministratori e a conseguenze economiche devastanti.
Per questo motivo lo Studio Legale Giammatteo, attivo nella consulenza su diritto dell’informatica, truffe su criptovalute e responsabilità aziendale, affianca imprese e professionisti nel percorso di adeguamento normativo e operativo, predisponendo policy, modelli organizzativi, audit e procedure di gestione degli incidenti.
Leggi l’approfondimento completo sul nostro sito e contattaci per una consulenza personalizzata. La sicurezza digitale della tua impresa non è un costo, ma un investimento obbligatorio e strategico.
Link articoli Correlati:
Riferimenti:
GDPR , Direttiva NIS2 , ACN










