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26 Novembre 2025L’aumento esponenziale delle truffe in materia di criptovalute ha reso necessario l’approfondimento tecnico-giuridico dei meccanismi con cui l’Autorità Giudiziaria può intervenire per congelare, sequestrare e successivamente restituire all’avente diritto gli asset digitali illecitamente sottratti. L’assetto normativo italiano, pur non specificamente modellato sulle criptovalute, consente interventi efficaci attraverso l’applicazione delle norme generali del codice penale e di procedura penale relative al sequestro probatorio, preventivo e conservativo.
Per comprendere come sia possibile “bloccare” le criptovalute oggetto di truffa è necessario chiarire preliminarmente la natura tecnica del wallet, il ruolo delle chiavi pubbliche e private e il modo in cui esse si interfacciano con gli strumenti processuali a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
Il funzionamento tecnico del wallet
Un wallet è un software o dispositivo hardware che consente di gestire criptovalute.
Contrariamente a quanto spesso si crede, il wallet non contiene materialmente i token, ma conserva le chiavi crittografiche che permettono di movimentare gli asset registrati sulla blockchain.
Chiave pubblica
È l’indirizzo del wallet, visibile sulla blockchain.
Funzione:
-
consente a chiunque di inviare criptovalute verso quell’indirizzo;
-
permette la piena tracciabilità dei movimenti.
Chiave privata
È un codice segreto che consente al titolare di disporre delle criptovalute collegate all’indirizzo pubblico.
Funzione:
-
autorizza la firma delle transazioni;
-
determina il controllo effettivo degli asset;
-
chiunque ne abbia disponibilità può trasferire i fondi.
Dal punto di vista giuridico, la chiave privata è assimilabile a uno strumento di disponibilità materiale del bene, poiché consente la movimentazione del valore digitalizzato.
Perché i wallet dei truffatori sono individuabili
La blockchain, sebbene pseudonima, è un registro immutabile e pubblico.
Una volta individuato un wallet utilizzato per una truffa, l’Autorità Giudiziaria può:
-
visualizzare tutte le transazioni in entrata e in uscita;
-
ricostruire i flussi finanziari;
-
collegare indirizzi a persone fisiche tramite attività tipiche d’indagine (accesso ai KYC degli exchange, ispezioni informatiche, rogatorie internazionali).
Questa caratteristica tecnica permette l’applicazione degli strumenti di sequestro.
Il sequestro delle chiavi private e delle criptovalute
Le criptovalute sono beni economicamente valutabili e pienamente sequestrabili.
La giurisprudenza italiana ha chiarito che: le criptovalute sono beni suscettibili di sequestro ai sensi dell’art. 253 c.p.p., ritenendo legittimo il sequestro dell’hardware wallet e delle chiavi private.
Inoltre ha ribadito che le criptovalute costituiscono “beni immateriali a rilevanza economica” e possono essere oggetto di sequestro preventivo ex art. 321 c.p.p.
Questi precedenti giurisprudenziali reali sanciscono un principio fondamentale:
l’Autorità Giudiziaria può sottrarre ai truffatori il controllo dei wallet attraverso il sequestro delle chiavi private.
Come si congela tecnicamente un wallet
Il “congelamento” delle criptovalute non avviene sulla blockchain (che non prevede un vero freeze interno), ma tramite tre modalità tecniche e giuridiche:
4.1. Sequestro della chiave privata
Se la chiave privata è sequestrata (art. 253 c.p.p.):
-
il truffatore perde la capacità di disporre dei fondi;
-
la Polizia Giudiziaria acquisisce il controllo del wallet;
-
le somme restano ferme fino alla decisione del Pubblico Ministero o del Giudice.
Questa è la modalità più efficace.
Congelamento tramite exchange
Se le criptovalute sono depositate presso un exchange (Binance, Coinbase, Kraken, ecc.), l’Autorità Giudiziaria può emettere decreto di sequestro ex art. 321 c.p.p. a carico della piattaforma.
La piattaforma ha l’obbligo giuridico di:
-
bloccare il wallet interno del truffatore;
-
impedire trasferimenti;
-
consegnare i dati identificativi (KYC).
In alcuni casi è necessaria rogatoria internazionale.
Congelamento tramite ordine giudiziario ai nodi o ai custodi
In caso di custodian, wallet aziendali o servizi centralizzati, l’Autorità può imporre:
-
blocco dell’account;
-
blocco del servizio di firma delle transazioni;
-
sospensione degli smart contract (se gestiti da un ente centralizzato).
Verifica della provenienza e tracciamento
Una volta congelate le somme, la Polizia Giudiziaria effettua attività di analisi:
-
verifica della provenienza degli asset;
-
ricostruzione dei flussi tramite strumenti di blockchain forensics (es. Chainalysis, TRM, Elliptic);
-
incrocio con testimonianze, chat, documenti, estratti temporali;
-
confronto con transazioni dei truffatori.
Questo consente di stabilire quali somme appartengono al singolo danneggiato.
Restituzione delle criptovalute all’avente diritto
Quando la provenienza è accertata, l’Autorità Giudiziaria può procedere alla restituzione ai sensi:
-
dell’art. 262 c.p.p. (restituzione delle cose sequestrate),
-
oppure dell’art. 240 c.p. per la confisca nei soli casi previsti dalla legge.
La giurisprudenza applica criteri rigorosi:
-
necessità di dimostrare il nesso diretto tra somma e truffa;
-
necessità che l’avente diritto sia inequivocabilmente individuato;
-
necessità che la somma non sia stata mescolata in modo irreversibile in mixer o servizi di anonimizzazione (in tal caso occorre analisi più complessa, ma non è impossibile).
Conclusioni
Il sequestro delle criptovalute oggetto di truffa è pienamente possibile e giuridicamente fondato.
La combinazione di:
-
sequestri penali tradizionali,
-
analisi forense della blockchain,
-
collaborazione con exchange,
-
recupero delle chiavi private,
-
tracciamento dei flussi,
consente all’Autorità Giudiziaria di congelare, ricostruire e restituire gli asset alle vittime.
La complessità tecnica richiede una sinergia tra competenze giuridiche e competenze digitali, ma gli strumenti normativi esistono e sono già stati applicati in casi concreti, come confermato dalla stessa Cassazione con numerose decisioni.
Vedi anche:
Recupero fondi crypto
Operazione Cagliostro
DT Coin – Indagine di Spoleto
Come denunciare una truffa online
Ministero della Giustizia – Normativa e Codice di Procedura Penale
Banca d’Italia – Documenti su cripto-attività e rischi
CONSOB – Avvertenze su investimenti e cripto-rischi
Guardia di Finanza – Cybercrime e indagini finanziarie





6 Comments
B. Giorno gent. Avvocato ho urgentemente bisogno di Lei dato che ci sono poco più di 120 mila euro congelate a mio nome… 3884609911
Mi contatti pure telefonicamente.
Mi è arrivata la seguente email. Può essere una truffa? ho avuto contatti in passato, ho anche versato 179,00€ ma poi mi hanno chiesto altri versamenti per la restituzione dell’intero importo a forma di fidejussione. o dovevo fare trading per 30 giorni
a quel punto ho chiuso. Mi hanno detto che un mio residuo su sito inglese di trading on line di € 250,00 di qualche anno fa era stato trasformato in bitcoin e oggi ha un gran valore.
Gentile Signore/a,
Mi chiamo Claudio Tomaselli, del Dipartimento del Tesoro del Regno Unito presso il London Exchange Blockchain.
Le scriviamo per informarla che Euroclear SA/NV – Filiale di Londra ha recentemente concluso un’indagine in collaborazione con Interpol, dalla quale è emerso che i fondi da lei trasferiti a vari conti collegati al suo broker di fiducia sono stati bloccati e successivamente restituiti.
L’indagine ha permesso di rintracciare un totale di €96.300,00 su diverse piattaforme di criptovalute, tra cui Coinbase, MetaMask, Crypto.com e OKX.
Attualmente, ha due opzioni:
Richiedere il rimborso completo dei fondi congelati (€96.300,00),
Investire i fondi in un nuovo progetto approvato e supervisionato dai nostri esperti.
Per procedere, può contattarci dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle 18:00.
Un nostro consulente sarà a sua disposizione per guidarla in ogni fase del processo di rimborso.
Per ulteriori informazioni,
Tel: +442034725236
WhatsApp: +447789975793
Cordiali saluti,
Claudio Tomaselli
Dipartimento del Tesoro – London Exchange Blockchain
Le ho risposto via mail.
Buon giorno signori. Ho bisogno di una consulenza e recupero fondi da frode cripto
Mi contatti privatamente per ogni comunicazione.