Controllare la propria compagna con un GPS non configura Stalking

Controllare la propria compagna con un GPS non configura Stalking

Controllare la compagna con un GPS è una condotta non minacciosa ma reiteratamente molesta ma non configura stalking.

In materia di Stalking, un’ importante sentenza del Giudice per l’Udienza Preliminare del Tribunale di Isernia ( Sentenza del 7 marzo 2016. GUP dott.ssa Elena Quaranta) ha dichiarato il non luogo a procedere, per il reato di cui all’art 612 bis,  nei confronti dell’imputato, assistito dallo Studio Giammatteo, che aveva istallato un apparecchio GPS sull’auto della compagna per poterne tracciare i movimenti.Nella condotta posta in essere non si sono ravvisati gli elementi costitutivi del reato previsto dall’art 612 bis CP. Il GUP motiva la sua decisione asserendo che “Il reato di atti persecutori è un reato abituale di evento per la cui integrazione è richiesta una condotta reiterata, di molestia e/o minaccia, che abbia cagionato un grave e perdurante stato di ansia oppure un fondato timore per l’incolumità propria, di un prossimo congiunto oppure l’alterazione delle abitudini di vita della persona offesa. Nella fattispecie in esame, la condotta posta in essere dal …….. consistita nel controllore a distanza gli spostamenti operati della …… grazie all’apparecchio GPS occultato sotto la vettura della ex compagna è una condotta non minacciosa ma reiteratamente molesta“.

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Avvocato del Foro di Isernia. Titolare dal 1998 dello Studio Legale Giammatteo con Sede in Venafro (IS).