
Rug Pull Crypto 2025: Come Riconoscerlo e Recuperare i Fondi
16 Dicembre 2025
Art. 612-quater c.p.: il nuovo reato di diffusione illecita di contenuti generati o alterati mediante intelligenza artificiale
27 Dicembre 2025Negli ultimi anni le truffe in criptovalute hanno assunto forme sempre più sofisticate, evolvendosi da semplici raggiri online a veri e propri schemi criminali strutturati. Comprendere le fasi tipiche di queste truffe è oggi essenziale per difendersi e, soprattutto, per intervenire tempestivamente quando il danno non è ancora irreversibile.
Nella quasi totalità dei casi, le truffe crypto seguono uno schema ricorrente articolato in tre fasi, apparentemente scollegate tra loro, ma in realtà parte di un unico disegno criminoso.
Prima fase: individuazione e reclutamento della vittima
La prima fase è quella della ricerca e selezione della vittima. Gli scammers operano principalmente attraverso social network e piattaforme di messaggistica come Instagram, Telegram, WhatsApp e Facebook. Il contatto iniziale può avvenire in modo diretto, tramite messaggi privati, oppure in modo più subdolo, all’interno di gruppi tematici dedicati a investimenti, trading o criptovalute.
Sempre più spesso il primo approccio è supportato da contenuti artificiali generati tramite intelligenza artificiale, come video deepfake, immagini manipolate o messaggi vocali che simulano la voce e l’aspetto di personaggi noti, presunti imprenditori, finti consulenti finanziari o sedicenti trader di successo. L’obiettivo è creare fiducia immediata e abbattere le naturali difese della vittima.
In questa fase viene proposta una piattaforma di investimento, che nella maggior parte dei casi è completamente fasulla o clonata, ma graficamente molto credibile. Alla vittima viene chiesto di effettuare piccoli investimenti iniziali, spesso con rendimenti apparentemente rapidi e garantiti.
Per “aiutare” nella registrazione o nella gestione dell’account, gli scammers invitano spesso a installare software di controllo remoto del dispositivo, come AnyDesk o programmi analoghi. Ufficialmente lo strumento serve a fornire assistenza tecnica. In realtà, come si comprenderà nella terza fase, la vera funzione è ben diversa.
Per rafforzare la fiducia, viene talvolta consentito anche un primo prelievo di profitto, generalmente di importo modesto. Questo passaggio è cruciale: dimostra alla vittima che la piattaforma “funziona” e la spinge a investire somme sempre più elevate.
Seconda fase: blocco dei prelievi e finto recupero delle somme
Una volta che la vittima ha investito importi significativi, inizia la seconda fase. I prelievi vengono improvvisamente bloccati con le motivazioni più disparate: presunte tasse da pagare, errori procedurali, problemi tecnici, necessità di sbloccare il conto o di certificare l’identità.
Quando la vittima inizia a manifestare dubbi o sospetti, entrano in scena sedicenti società di recupero crediti o finti professionisti del settore crypto. Questi soggetti sostengono di aver individuato le somme sulla blockchain, talvolta affermando che i fondi proverrebbero da wallet sequestrati a organizzazioni criminali o da portafogli come Trust Wallet sotto controllo delle autorità.
In alcuni casi vengono mostrate finte schermate di wallet, con somme apparentemente disponibili e pronte per essere recuperate. Anche in questa fase viene richiesto il pagamento di ulteriori importi, presentati come tasse, commissioni di recupero, royalty o onorari professionali.
Si tratta, in realtà, di una seconda truffa sulla truffa, finalizzata esclusivamente a sottrarre altro denaro alla vittima ormai già coinvolta emotivamente e psicologicamente.
Terza fase: furto d’identità e coinvolgimento inconsapevole della vittima
La terza fase è senza dubbio la più pericolosa e subdola. Quando gli scammers comprendono che la vittima non è più in grado di versare ulteriori somme, passano all’ultima operazione.
Utilizzando i documenti forniti volontariamente durante le fasi precedenti, oppure scaricati furtivamente tramite i software di controllo remoto installati sul dispositivo, vengono create false identità digitali. Con questi documenti contraffatti gli scammers possono aprire conti, wallet, carte di credito temporanee o utilizzare l’identità della vittima per truffare altre persone.
In questo modo la vittima viene coinvolta a sua insaputa in ulteriori attività fraudolente, che possono emergere solo successivamente, spesso a seguito di indagini o denunce presentate da terzi. Le conseguenze, in questi casi, sono estremamente gravi e comportano complesse problematiche di natura processuale, penale e patrimoniale.
Perché è fondamentale agire subito
Le truffe in criptovalute non sono episodi isolati o casuali, ma schemi criminali strutturati, spesso gestiti da organizzazioni transnazionali. L’unico modo per interrompere il meccanismo è agire tempestivamente, evitando iniziative autonome e rivolgendosi a professionisti che conoscano le dinamiche tecniche, giuridiche e investigative del settore crypto.
Segnalare l’accaduto alle autorità competenti e intraprendere azioni mirate è spesso l’unica strada per limitare i danni e prevenire conseguenze ancora più gravi.
Approfondimenti
Guida alle Truffe Polizia Postale
Avviso phishing criptovalute – Agenzia delle Entrate










