Tutela della reputazione digitale
Rimozione di contenuti diffamatori, deindicizzazione dai motori di ricerca, diritto all'oblio e risarcimento del danno all'immagine. Studio Legale Giammatteo — Venafro (IS).
La reputazione di una persona o di un'impresa costituisce oggi un bene esposto in misura crescente alle dinamiche della rete. Recensioni denigratorie, articoli diffamatori, contenuti falsi, profili contraffatti e informazioni non più attuali possono arrecare un danno grave e duraturo all'immagine, alla vita di relazione e alla stessa capacità reddituale. Lo Studio Legale Giammatteo assiste privati, professionisti e imprese nella difesa della propria reputazione online, coniugando gli strumenti del diritto penale, del diritto civile e della disciplina in materia di protezione dei dati personali.
Sotto il profilo penale, la pubblicazione di contenuti offensivi della reputazione altrui può integrare il delitto di diffamazione previsto dall'articolo 595 del codice penale, che, quando l'offesa è arrecata con qualsiasi mezzo di pubblicità, ricorre nell'ipotesi aggravata contemplata dal terzo comma della medesima disposizione, come costantemente riconosciuto dalla giurisprudenza con riferimento alle comunicazioni diffuse tramite internet e i social network. Ove ricorra la contraffazione dell'identità digitale altrui può inoltre configurarsi la sostituzione di persona di cui all'articolo 494 del codice penale. Sul versante civilistico, la diffusione di contenuti lesivi fonda il diritto al risarcimento del danno ai sensi dell'articolo 2043 del codice civile, comprensivo delle componenti patrimoniali e non patrimoniali.
📚 I riferimenti normativi
- Diffamazione a mezzo internet — art. 595, comma 3, c.p.
- Sostituzione di persona — art. 494 c.p.
- Risarcimento del danno — art. 2043 c.c.
- Deindicizzazione e diritto all'oblio — art. 17 Reg. (UE) 2016/679
- Provvedimento d'urgenza — art. 700 c.p.c.
Diritto all'oblio e deindicizzazione
Un ruolo centrale è oggi svolto dalla disciplina europea sulla protezione dei dati personali di cui al Regolamento (UE) 2016/679, che riconosce all'interessato il diritto alla cancellazione dei dati che lo riguardano, secondo le condizioni previste dall'articolo 17 del Regolamento, e, per elaborazione giurisprudenziale, il cosiddetto diritto all'oblio, inteso quale pretesa alla deindicizzazione dai motori di ricerca dei contenuti non più attuali o non più rispondenti all'interesse pubblico. Lo Studio cura le richieste di rimozione e deindicizzazione rivolte ai gestori delle piattaforme e ai motori di ricerca e, in caso di riscontro negativo o silenzio, l'attivazione dei rimedi previsti, ivi compreso il reclamo al Garante per la protezione dei dati personali.
🧭 Il percorso di tutela
- Cristallizzazione della prova. Acquisizione dei contenuti lesivi e, ove opportuno, attestazione della loro permanenza in rete: presupposto indispensabile per l'efficacia di ogni successiva iniziativa.
- Richiesta di rimozione e deindicizzazione. Istanze rivolte ai gestori delle piattaforme e ai motori di ricerca ai sensi dell'articolo 17 del Regolamento (UE) 2016/679.
- Reclamo al Garante. In caso di riscontro negativo o di silenzio, attivazione dei rimedi previsti, ivi compreso il reclamo al Garante per la protezione dei dati personali.
- Tutela d'urgenza. Ricorso ex articolo 700 del codice di procedura civile per l'inibitoria e la rimozione rapida del contenuto, quando la sua permanenza è idonea a produrre un pregiudizio grave e irreparabile.
- Azione penale e risarcitoria. Querela per diffamazione o sostituzione di persona e domanda di risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale.
Nelle situazioni di particolare urgenza, in cui la permanenza del contenuto sia idonea a produrre un pregiudizio grave e irreparabile, lo Studio valuta il ricorso allo strumento cautelare del provvedimento d'urgenza previsto dall'articolo 700 del codice di procedura civile, finalizzato a ottenere in tempi rapidi l'inibitoria e la rimozione del contenuto lesivo. L'azione è sempre preceduta da una fase di raccolta e cristallizzazione della prova, mediante l'acquisizione e, ove opportuno, l'attestazione della permanenza dei contenuti, presupposto indispensabile per l'efficacia di ogni successiva iniziativa.
⚠️ Evitare iniziative estemporanee
Repliche pubbliche, segnalazioni disordinate o interlocuzioni dirette con l'autore del contenuto possono compromettere la prova e amplificarne la diffusione. Prima di ogni reazione, il contenuto va acquisito e conservato.
Per consentire allo Studio una valutazione più puntuale della singola vicenda, è disponibile una pagina dedicata alla tutela della reputazione digitale, attraverso la quale è possibile illustrare nel dettaglio il caso personale e trasmettere gli elementi rilevanti. Chi ritenga lesa la propria immagine in rete è invitato a servirsene, così da agevolare un primo esame della posizione ed evitare iniziative estemporanee che possano compromettere la prova o aggravare la diffusione del contenuto.