Adesione alle Azioni di Recupero Swag.

I termini per l'insinuazione al passivo sono scaduti e la raccolta delle adesioni è chiusa.
Resta oggi praticabile una sola iniziativa: la denuncia-querela diretta all'accertamento di eventuali ipotesi di bancarotta o di altri reati connessi alla vicenda.
Chi intenda valutare questa azione residuale può fissare un colloquio con lo Studio, in videoconferenza o in presenza.  


Questa pagina era dedicata alla raccolta delle adesioni all'iniziativa promossa dallo Studio nell'interesse dei soggetti coinvolti nella vicenda Swag. I termini per l'insinuazione al passivo sono scaduti: la raccolta delle adesioni è pertanto chiusa e non vengono più acquisite nuove lettere di incarico per quella finalità.

Adesioni chiuse

Il modulo di adesione non è più attivo. Le domande di ammissione al passivo non sono più proponibili nella forma ordinaria. Chi avesse già conferito incarico allo Studio per quella finalità non deve compiere alcun adempimento ulteriore.

1Che cosa non è più possibile

L'insinuazione al passivo è l'atto con cui il creditore chiede di essere ammesso a partecipare al concorso sul patrimonio del debitore assoggettato a procedura concorsuale. È soggetta a termini perentori, decorsi i quali la domanda ordinaria non è più proponibile. Nel caso in esame quei termini sono spirati, e con essi è venuta meno la ragione stessa dell'adesione collettiva che questa pagina serviva a raccogliere.

Una precisazione doverosa

L'ordinamento conosce, entro limiti stringenti e a condizioni rigorose, la domanda tardiva di ammissione al passivo. L'ammissibilità dipende dal tipo di procedura, dalla data di esecutività dello stato passivo e dall'imputabilità o meno del ritardo, e va accertata caso per caso sugli atti della singola procedura. Chi ritenga di trovarsi in questa situazione è invitato a sottoporre la propria posizione a un legale prima di assumere qualsiasi iniziativa.

2Che cosa resta possibile: l'azione in sede penale

Resta oggi praticabile un'iniziativa distinta e autonoma rispetto al concorso dei creditori: la presentazione di una denuncia-querela diretta a sollecitare l'accertamento di eventuali fatti di reato connessi alla vicenda, fra cui le ipotesi di bancarotta e le altre fattispecie che dovessero emergere dalla ricostruzione della gestione e dei flussi finanziari.

È un'azione residuale, nel senso proprio del termine: non sostituisce l'ammissione al passivo, non ne surroga gli effetti e non costituisce di per sé uno strumento di recupero del credito. Ha una funzione diversa, quella di portare i fatti alla cognizione dell'autorità giudiziaria penale perché ne verifichi la rilevanza; l'eventuale ristoro del danno segue percorsi propri, che vanno valutati separatamente e il cui esito non è predeterminabile.

Perché denuncia-querela

I reati di bancarotta sono perseguibili d'ufficio: per essi è sufficiente la denuncia, che non è soggetta a termini di decadenza. La querela è invece necessaria per i reati la cui procedibilità è condizionata alla manifestazione di volontà della persona offesa, ed è soggetta a un termine di decadenza che decorre dalla notizia del fatto. Poiché la qualificazione dei fatti non è nota in anticipo, l'atto viene di regola redatto come denuncia-querela, così da coprire entrambe le evenienze. La tempestività, per i profili sottoposti a querela, è dirimente e va verificata in concreto.

3Che cosa serve per la valutazione preliminare

Prima di predisporre l'atto occorre esaminare la documentazione in possesso dell'interessato. È utile raccogliere, per quanto disponibile, gli elementi seguenti.

  • Contratti, condizioni generali, moduli di adesione e ogni documento sottoscritto.
  • Prova dei versamenti effettuati: contabili di bonifico, ricevute, movimenti di conto, transazioni su piattaforme o wallet, con i relativi identificativi.
  • Corrispondenza con la società, con promotori o intermediari: e-mail, messaggistica, comunicazioni promozionali.
  • Estratti, prospetti e schermate dell'area riservata, con l'indicazione delle date di acquisizione.
  • Atti e comunicazioni relativi alla procedura concorsuale, ove ricevuti, e copia di eventuali domande già depositate.
  • Copia di denunce o esposti già presentati ad altre autorità, se vi sono stati.

La valutazione preliminare consiste nel verificare la consistenza degli elementi disponibili, la sussistenza dei presupposti dell'iniziativa e la sua concreta utilità nella posizione specifica. All'esito, lo Studio indica se ritiene l'azione praticabile e a quali condizioni.

4Domande frequenti

Ho aderito a suo tempo all'iniziativa: devo fare qualcosa?
No, non è richiesto alcun adempimento in relazione alla raccolta di adesioni, che è chiusa. Chi desideri valutare l'azione in sede penale può fissare un colloquio con i pulsanti in calce alla pagina.
La denuncia-querela mi restituisce le somme versate?
No. L'iniziativa penale è diretta all'accertamento dei fatti e delle eventuali responsabilità. Le forme di ristoro del danno seguono percorsi distinti, la cui praticabilità ed esito dipendono dagli sviluppi del procedimento e dalla concreta capienza patrimoniale, e non possono essere garantiti in anticipo.
Esiste un termine per presentarla?
Dipende dalla qualificazione dei fatti. Per i reati perseguibili d'ufficio non vi è termine di decadenza per la denuncia; per quelli procedibili a querela il termine decorre dalla notizia del fatto ed è perentorio. È questa la ragione per cui conviene non rinviare la valutazione.
È possibile procedere insieme ad altri interessati?
Le posizioni possono essere trattate in modo coordinato, ma ciascun interessato conferisce un incarico proprio e l'atto è riferito alla sua specifica posizione. La valutazione di opportunità viene svolta individualmente.

5Come procedere

Chi fosse interessato a valutare questa azione residuale può prendere contatto con lo Studio prenotando un colloquio, in videoconferenza oppure in presenza, con i pulsanti che seguono. Al colloquio è opportuno presentarsi con la documentazione indicata al punto 3, anche in forma incompleta.

Avvertenza

Il contenuto di questa pagina ha finalità informativa e non costituisce consulenza legale né sollecitazione. Nessuna valutazione può essere formulata senza l'esame della documentazione della singola posizione, e nessun esito può essere assicurato.

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