Calcolo dei termini processuali

Impronta informatica dei documenti

Impronta informatica dei documenti

Lo strumento calcola l’impronta di uno o più file e ne redige il verbale stampabile, così da poter dimostrare in seguito che il documento esibito è bit per bit lo stesso su cui si è operato oggi. I file non vengono caricati: sono letti sul suo dispositivo e l’impronta è calcolata in locale dal browser. Nessun byte raggiunge questo sito, che non riceve né conserva alcunché. L’attestazione riguarda l’integrità del file, non la sua autenticità né la sua provenienza, e non attribuisce data certa: il verbale lo dice espressamente e indica come ottenerla.

1. I file da attestare
Trascini qui i file

Oppure li selezioni dal dispositivo. Può indicare più file, o un’intera cartella.

2. Algoritmi
3. Riscontro di un’impronta già nota — facoltativo

Lasci il campo vuoto se deve semplicemente calcolare le impronte dei suoi file: è il caso ordinario. Lo compili soltanto quando dispone già di un valore e vuole verificare se il file che ha in mano vi corrisponda.

Facoltativo. Se compilata, ogni file viene confrontato con questo valore e il verbale riporta l’esito del riscontro. Sono riconosciuti i formati SHA-256, SHA-1 e MD5.
4. Dati dell’operazione, per il verbale
È la parte che lo strumento non può accertare e che deve dichiarare lei: compare nel verbale come dichiarazione dell’operatore, non come dato verificato.
I file restano sul suo dispositivo.

Lo strumento ha finalità tecnica e documentale. Calcola l’impronta dei file indicati e ne redige il verbale: non certifica il contenuto, non attesta l’autore né la provenienza del documento, non attribuisce data certa e non sostituisce la copia forense di un supporto. Non costituisce parere legale.