Truffe in criptovalute: le nuove tecniche in Italia nel 2026
Falsi funzionari della Consob, phishing a nome dell'Agenzia delle Entrate, deepfake e relazioni sentimentali costruite con l'intelligenza artificiale: che cosa è cambiato nelle frodi in cripto-attività e quali verifiche compiere prima di versare denaro.
Truffe online e criptovalute
Falsi funzionari della Consob, phishing a nome dell’Agenzia delle Entrate, deepfake e relazioni sentimentali costruite con l’intelligenza artificiale: che cosa è cambiato nelle frodi in cripto-attività e quali verifiche compiere prima di versare denaro.
Le truffe in criptovalute hanno smesso di somigliare alle truffe. L’errore di traduzione, il dominio improbabile, la promessa scritta male — gli indizi sui quali per anni si è fondata la difesa dell’utente — sono in larga parte scomparsi. Al loro posto vi sono comunicazioni formalmente corrette, loghi autentici, voci riconoscibili e interlocutori che parlano italiano senza inflessioni. La conseguenza pratica è che il riconoscimento non può più avvenire sul contenuto del messaggio, ma soltanto sulla verifica indipendente del canale.
In tutti gli schemi descritti in questo articolo la vittima non subisce una sottrazione: compie volontariamente un pagamento o consegna volontariamente una credenziale, persuasa di rivolgersi a un soggetto legittimo. Ne discendono due conseguenze: il tempo di reazione è brevissimo, perché il trasferimento in criptovaluta non è revocabile; e la difesa efficace è solo quella preventiva.
1Il recupero delle somme offerto da falsi funzionari
È la tecnica che colpisce chi è già stato truffato una volta, e per questo la più insidiosa: la vittima è predisposta a credere a chi le annuncia che il suo denaro può essere recuperato.
La Consob ha diffuso il 15 dicembre 2025 un’avvertenza relativa a una frode condotta da soggetti che si presentano come dipendenti o incaricati dell’Autorità, utilizzando indirizzi di posta elettronica costruiti attorno all’acronimo «Consob». Agli interessati viene offerto il recupero di somme perse in investimenti precedenti, oppure lo «sblocco» di denaro o criptovalute presso conti esteri, dietro pagamento di adempimenti presentati come necessari al trasferimento dei fondi. A sostegno della richiesta vengono esibiti documenti contraffatti attribuiti alla Consob, con richiami alla Brexit e a denominazioni di intermediari finanziari realmente esistenti.
La Consob ha precisato di non svolgere alcuna attività diretta a promuovere l’adesione a opportunità di investimento e di non richiedere mai denaro ai risparmiatori. Lo stesso vale per ogni autorità di vigilanza: nessuna chiede pagamenti per restituire somme. La medesima logica governa la variante dei finti studi legali specializzati in cripto-truffe, che contattano telefonicamente le vittime da numeri di telefonia mobile italiani.
2Il phishing fiscale a tema criptovalute
Il 19 giugno 2026 il CERT-AgID ha segnalato campagne di phishing che abusano del nome dell’Agenzia delle Entrate, costruite attorno a un presunto obbligo dichiarativo relativo al possesso di cripto-attività, spesso accompagnato dal richiamo a una scadenza imminente.
Lo schema merita attenzione perché non è statico: il modulo si adatta alle risposte della vittima e ne ricostruisce progressivamente il profilo patrimoniale.
| Fase | Che cosa accade |
|---|---|
| Aggancio | La vittima viene reindirizzata a un sito contraffatto che riproduce nome, logo e grafica dell’Agenzia |
| Primo modulo | Vengono richiesti codice fiscale e numero di cellulare |
| Falsa verifica | Compare uno stato fittizio di «verifica patrimoniale» in corso |
| Biforcazione | In base alla risposta sul possesso di criptovalute vengono chiesti i wallet e gli exchange utilizzati, oppure l’istituto bancario e il saldo del conto |
| Passaggio al telefono | Una schermata di errore simulato induce a chiamare un numero presentato come «Ufficio Verifiche di Milano», dove la frode si completa in conversazione |
Il passaggio finale è il più efficace: la vittima, già allarmata dalla schermata precedente, è essa stessa a comporre il numero, e questo la porta a trattare l’interlocutore come un canale che ha scelto anziché come un contatto ricevuto.
3Deepfake e impersonificazione
La scheda informativa diffusa nel 2026 dalla Consob insieme all’ESMA sulle frodi finanziarie nell’era dell’intelligenza artificiale colloca al primo posto l’impersonificazione: video, immagini e registrazioni audio sintetiche che riproducono il volto e la voce di persone note o di fiducia, impiegati per indurre trasferimenti di denaro o la consegna di credenziali.
Accanto ad essa la scheda descrive annunci pubblicitari nei quali personaggi celebri promuovono opportunità di investimento a tempo limitato, sostenuti da reti di falsi profili social generati automaticamente; e messaggi di phishing personalizzati sui dati della vittima, che non presentano più le anomalie linguistiche del passato.
Riconoscere la voce non prova nulla. Vedere il volto non prova nulla. Un testo scritto in italiano corretto non prova nulla. L’unico controllo che conserva valore è contattare il presunto interlocutore attraverso un recapito reperito autonomamente, mai attraverso quello contenuto nel messaggio ricevuto.
4Le truffe sentimentali e l’investimento «consigliato»
Il modello internazionalmente noto come pig butchering prevede la costruzione di una relazione — sentimentale o amicale — su applicazioni di incontri o piattaforme di messaggistica, con profili oggi generati mediante intelligenza artificiale. La proposta di investimento non arriva mai all’inizio: interviene dopo settimane, quando il rapporto è consolidato, e viene presentata come una confidenza personale piuttosto che come un’offerta.
La vittima viene indirizzata su una piattaforma che mostra rendimenti crescenti e consente, nella fase iniziale, anche piccoli prelievi: è il meccanismo che genera fiducia e induce a incrementare i versamenti. Il blocco interviene quando si tenta il disinvestimento dell’intero capitale, sovente accompagnato dalla richiesta di ulteriori somme a titolo di imposte o commissioni di sblocco.
Il fenomeno è oggetto di attività investigativa in Italia: nel febbraio 2026 la Guardia di finanza di Cuneo ha concluso un procedimento con ventitré indagati per truffe sentimentali e falsi investimenti in criptovalute.
5Le dimensioni del fenomeno
Un dato consente di misurare l’ampiezza dell’offerta abusiva. Secondo i comunicati della Consob, alla data del 6 agosto 2026 i siti complessivamente oscurati dall’Autorità a partire dal luglio 2019 sono 1.805, dei quali 233 relativi a fenomeni riconducibili alle cripto-attività. Gli ordini di oscuramento sono adottati con cadenza settimanale.
Il numero va letto per quello che è: la misura dei siti intercettati e inibiti, non di quelli esistenti. Un dominio oscurato viene di regola sostituito nel giro di giorni da un dominio nuovo, con la medesima struttura grafica.
6Le verifiche da compiere prima di versare denaro
Le tecniche cambiano; i controlli che le neutralizzano restano gli stessi, perché agiscono sul canale e non sul contenuto.
- 1Non usare mai i recapiti ricevuti. Numero di telefono, indirizzo di posta e collegamento contenuti nel messaggio vanno ignorati. Il contatto va ricostruito autonomamente, digitando l’indirizzo ufficiale dell’ente o dell’intermediario.
- 2Verificare l’autorizzazione dell’operatore. Chi offre servizi di investimento o su cripto-attività deve essere autorizzato; l’assenza dai registri tenuti dalle autorità competenti è dirimente. Un sito professionale non è una prova di legittimazione.
- 3Diffidare dell’urgenza. La compressione del tempo è lo strumento tecnico della frode: serve a impedire la verifica. Nessun adempimento legittimo si perde per avere atteso ventiquattro ore.
- 4Nessun pagamento anticipato per riavere denaro. Imposte, commissioni di sblocco, spese di trasferimento richieste come condizione per la restituzione di somme sono, senza eccezioni note, il segno della truffa.
Non si verifica un messaggio leggendolo: lo si verifica uscendo dal messaggio.
7Se il pagamento è già avvenuto
Il primo obiettivo non è il recupero, ma la conservazione della prova. Vanno raccolti e messi al sicuro gli indirizzi dei portafogli di destinazione e gli identificativi delle transazioni, l’intera corrispondenza scambiata con i truffatori, le schermate della piattaforma utilizzata, le contabili dei bonifici e i dati dei conti o degli exchange coinvolti. Sono elementi che scompaiono rapidamente: le piattaforme fraudolente vengono dismesse, i profili cancellati, i canali di messaggistica chiusi.
Segue la denuncia all’autorità giudiziaria o alla polizia giudiziaria e, ove il pagamento sia transitato per un conto corrente, la segnalazione immediata all’intermediario. La tracciabilità propria della tecnologia blockchain consente, in un numero non trascurabile di casi, di seguire il percorso delle somme e di ottenerne il sequestro quando confluiscono presso operatori identificabili.
Chi ha già subito una frode diventa immediatamente un bersaglio della seconda fase. Ogni offerta di recupero non richiesta — da autorità, da società specializzate, da studi legali che si presentino spontaneamente per telefono — va considerata con la massima diffidenza. L’incarico professionale si conferisce a chi si è scelti, dopo averlo verificato, non a chi ha chiamato.
→Ha subito una truffa in criptovalute?
La conservazione tempestiva della documentazione condiziona ogni possibilità di recupero. Se ha effettuato versamenti o ha ricevuto un contatto sospetto, può scrivere allo Studio attraverso il modulo contatti prima di compiere qualsiasi ulteriore pagamento.
Studio Legale Giammatteo — Venafro (IS)



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