Il fatto: 2.117.677 USDT sotto sequestro in un wallet Ethereum
Il Dipartimento di Giustizia statunitense ha depositato un'azione di confisca civile avente ad oggetto 2.117.677,97 USDT detenuti in un wallet sulla rete Ethereum. Secondo la prospettazione dell'accusa, quelle somme costituiscono il provento di condotte di wire fraud e di riciclaggio riconducibili a uno schema fraudolento internazionale che ha colpito un numero elevato di risparmiatori attraverso piattaforme di investimento in criptovalute apparentemente legittime ma in realtà interamente fittizie.
Gli estremi del procedimento – distretto giudiziario adito, numero di ruolo e data di deposito – non risultano allo stato resi pubblici dalla fonte giornalistica che ha dato notizia dell'iniziativa, e vanno pertanto assunti con la doverosa prudenza. Ciò che rileva, sul piano giuridico, non è peraltro l'identificazione del singolo fascicolo, bensì il modello di intervento adottato.
La confisca civile in rem: si agisce contro il bene, non contro la persona
L'azione promossa negli Stati Uniti non è un processo penale. Si tratta di una civil forfeiture di tipo in rem, nella quale il convenuto formale è il bene stesso – nella specie, i token custoditi nel wallet – e non un imputato in carne ed ossa. L'autorità procedente non deve dunque identificare, catturare e processare i responsabili della frode: le è sufficiente dimostrare, secondo lo standard probatorio proprio del giudizio civile, che quel bene rappresenti il provento di un'attività illecita.
Perché lo strumento si sta diffondendo
Il vantaggio operativo è evidente e spiega la crescente diffusione dello strumento. Le reti criminali che gestiscono le truffe sugli investimenti in criptovalute operano prevalentemente da giurisdizioni che non collaborano, spesso attraverso veri e propri centri di frode organizzati nel Sud-est asiatico. Attendere l'identificazione e l'estradizione degli autori significherebbe, nella quasi totalità dei casi, perdere definitivamente il patrimonio. Aggredire direttamente il wallet consente invece di cristallizzare il valore prima che venga disperso attraverso ulteriori passaggi di riciclaggio o convertito in altri asset digitali.
I limiti dell'atto introduttivo
Va precisato che l'atto introduttivo contiene, per definizione, mere allegazioni: la proprietà dei token potrà essere trasferita in via definitiva soltanto all'esito del giudizio, e chiunque vanti un interesse sui beni ha diritto di contestare la confisca nel contraddittorio processuale. In caso di accoglimento, tuttavia, i fondi possono essere destinati al ristoro delle vittime, una volta composte le eventuali rivendicazioni concorrenti.
Come funziona lo schema del pig butchering
La vicenda riproduce fedelmente il meccanismo che ha reso il pig butchering – espressione traducibile come “ingrasso del maiale” prima della macellazione – la forma più redditizia di frode finanziaria online.
Il contatto e la costruzione del rapporto fiduciario
Il contatto iniziale avviene tramite applicazioni di incontri, messaggistica istantanea, piattaforme sociali o finte offerte di lavoro. Segue una fase, che può protrarsi per settimane o per mesi, dedicata esclusivamente alla costruzione del rapporto fiduciario: nessuna proposta economica viene avanzata prima che la vittima abbia maturato un legame affettivo o amicale con l'interlocutore. Solo a quel punto viene introdotta l'opportunità di investimento, presentata come riservata, redditizia e frequentemente garantita.
La piattaforma fittizia e i rendimenti simulati
La vittima viene indirizzata su una piattaforma che replica l'aspetto di un intermediario legittimo e che espone saldi e rendimenti integralmente simulati. I profitti apparenti non servono a incoraggiare i prelievi, bensì l'opposto: sono lo strumento persuasivo con cui si ottengono versamenti ulteriori e progressivamente crescenti.
La fase terminale: i pagamenti richiesti per il prelievo
La fase terminale è quella più insidiosa. Al primo tentativo di prelievo la vittima apprende di dover previamente corrispondere imposte, commissioni di verifica, spese di attivazione del conto o depositi cauzionali a titolo antiriciclaggio. Si tratta, con ogni evidenza, di un ulteriore segmento della truffa: poiché la piattaforma non è mai esistita e le criptovalute sono già transitate su wallet nella disponibilità dell'organizzazione, nessun prelievo è mai stato né sarà mai processato. La perdita finale eccede così, quasi sempre, l'investimento originariamente programmato.
Tracciabilità della blockchain e congelamento delle stablecoin
Il secondo profilo di interesse riguarda la tecnica investigativa. L'organizzazione aveva frammentato i fondi su una pluralità di indirizzi Ethereum prima di riconsolidarli sul wallet oggetto dell'azione, secondo una tipica strategia di offuscamento. L'analisi della catena ha nondimeno consentito di ricostruire integralmente il percorso dei valori e di collegare il wallet finale ai proventi dello schema.
Il mito dell'anonimato delle criptovalute
È un punto che merita di essere ribadito, perché smentisce la convinzione – ancora diffusa e spesso alimentata dagli stessi truffatori per scoraggiare le denunce – secondo cui le criptovalute sarebbero anonime e irrintracciabili. Le transazioni su blockchain pubbliche sono, al contrario, permanentemente registrate e integralmente consultabili: ciò che risulta opaco è l'identità del titolare dell'indirizzo, non il movimento del valore.
La funzione di blocco propria delle stablecoin
A questo si aggiunge una caratteristica peculiare delle stablecoin. A differenza di bitcoin o ether, i token emessi da un soggetto centralizzato conservano una funzione tecnica di blocco: l'emittente può rendere inutilizzabili i token detenuti da un determinato indirizzo. Nel caso di specie le autorità hanno operato con l'emittente per ottenere il congelamento prima ancora di rivolgersi al giudice, neutralizzando il rischio che i fondi venissero dispersi nelle ore successive all'emersione dell'indagine. Questa possibilità costituisce oggi uno dei pochi strumenti realmente efficaci di conservazione del patrimonio nelle frodi cripto ed è entrata stabilmente nella prassi della cooperazione internazionale.
La prospettiva italiana: quali strumenti per la vittima
L'ordinamento italiano non conosce un istituto sovrapponibile alla civil forfeiture statunitense, non essendo prevista in via generale un'azione ablatoria autonoma esperibile contro il bene indipendentemente dall'accertamento della responsabilità penale. Ciò non significa, tuttavia, che la vittima italiana sia priva di tutela: significa che gli strumenti disponibili operano lungo direttrici diverse e vanno attivati con tempestività.
Il versante penale: querela, sequestro preventivo e congelamento
Sul versante penale, la condotta descritta integra di regola il delitto di truffa previsto dall'art. 640 del codice penale, frequentemente in concorso con i delitti di riciclaggio e autoriciclaggio di cui agli artt. 648-bis e 648-ter.1 c.p. e, ove ne ricorrano i presupposti, con l'abusivo esercizio di attività finanziaria. La denuncia-querela va presentata nei termini di legge previsti dall'art. 124 c.p. e deve essere corredata, sin dal deposito, della documentazione tecnica idonea a consentire il tracciamento: hash delle transazioni, indirizzi di destinazione, estratti degli exchange utilizzati per la conversione, corrispondenza integrale con i sedicenti operatori.
È su questo materiale che si fonda la richiesta di sequestro preventivo ai sensi dell'art. 321, comma 2, c.p.p., funzionale alla successiva confisca, e la sollecitazione di provvedimenti di congelamento presso gli emittenti di stablecoin o presso le piattaforme di scambio che abbiano intermediato i valori. La rapidità è qui determinante: il valore si sposta in minuti e la finestra utile di intervento si misura in giorni, non in mesi.
Il versante civile: risarcimento e responsabilità degli intermediari
Sul versante civile, la vittima può costituirsi parte civile nel processo penale per ottenere il risarcimento del danno, ovvero agire in sede civile nei confronti dei soggetti individuati, ivi compresi gli intermediari che abbiano eventualmente omesso i controlli di adeguata verifica loro imposti dalla disciplina antiriciclaggio.
Il quadro normativo: MiCA e Direttiva (UE) 2024/1260
Il quadro normativo, del resto, si è consolidato. Il Regolamento (UE) 2023/1114, noto come MiCA, ha introdotto una disciplina armonizzata dei mercati delle cripto-attività e dei prestatori di servizi, cui l'ordinamento nazionale si è adeguato con il D.Lgs. 5 settembre 2024, n. 129. Ne discende un dato di immediata utilità pratica: la piattaforma che opera in Italia senza le autorizzazioni prescritte è per ciò solo un soggetto abusivo, circostanza che rafforza in modo significativo la posizione della vittima. Sul piano dell'azione ablatoria, la Direttiva (UE) 2024/1260 in materia di recupero e confisca dei beni – il cui termine di recepimento è fissato al novembre 2026 – amplia gli strumenti di congelamento e di confisca a disposizione degli Stati membri, anche in ipotesi di mancata condanna, e ne rafforza il coordinamento transfrontaliero.
L'avvertenza: attenzione alla seconda truffa
Chi ha subito una frode in criptovalute viene quasi sistematicamente ricontattato, a distanza di settimane, da sedicenti società di recovery, sedicenti studi legali internazionali o presunti funzionari di autorità di vigilanza, che promettono il recupero integrale delle somme dietro pagamento anticipato di un compenso o di oneri fiscali. Si tratta, nella pressoché totalità dei casi, della medesima organizzazione o di soggetti che ne hanno acquistato le liste di vittime.
Nessun operatore serio garantisce un risultato, nessuna autorità richiede pagamenti per restituire somme sequestrate e nessun recupero può prescindere da un procedimento formale davanti a un'autorità giudiziaria. La verifica dell'iscrizione all'albo del professionista incaricato è il primo, elementare presidio.
Assistenza legale in materia di frodi in criptovalute
Lo Studio Legale Giammatteo assiste da anni risparmiatori coinvolti in frodi in criptovalute, in sede penale e civile, occupandosi della predisposizione di denunce-querela tecnicamente documentate, delle istanze di sequestro e congelamento, della costituzione di parte civile e dei rapporti con le autorità procedenti, anche in procedimenti a carattere collettivo con pluralità di persone offese.
Per una valutazione preliminare della propria posizione è possibile contattare lo Studio in Venafro (IS), via Nicandro Iosso n. 6, all'indirizzo di posta elettronica certificata studiolegale@pec.giammatteo.it. Si raccomanda di conservare integralmente, senza alcuna cancellazione, la corrispondenza intercorsa con i truffatori e la documentazione dei trasferimenti effettuati: è il materiale su cui si costruisce ogni possibilità di recupero.
Approfondimento: Consob; EUR-Lex — Regolamento (UE) 2023/1114 (MiCA), testo ufficiale in italiano.
Il presente contributo ha finalità informativa e non costituisce parere legale. Le circostanze di fatto riferite all'azione statunitense sono tratte da fonti giornalistiche e costituiscono allegazioni non ancora vagliate in sede giudiziale.



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